Per onorare e ricordare
la figura del grande regista
ferrarese Florestano Vancini
per il decennale dalla sua scomparsa.
IL PREMIO

Il Premio Florestano Vancini è stato creato e fortemente voluto da Controluce Produzione e CNA Ferrara per il decennale dalla scomparsa del grande regista ferrarese.

L'IDEA

L’idea è quella di mantenere vivo il ricordo, legando la memoria del grande regista ad un lavoro attivo basato sulla creatività e sul senso artistico delle nuove generazioni.

PARTECIPAZIONE

Al Premio Vancini possono concorrere tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della città di Ferrara e della provincia.

SEZIONI

Il concorso prevede tre sezioni: narrativa (un racconto inedito, max 5 cartelle);
giornalismo e critica (un articolo di giornale o rivista o un saggio critico/storico inedito, max 5 cartelle); cinema (un cortometraggio dalla durata massima di otto minuti, il quale può essere corto, docu, docu-fiction, docu-film).

TEMI

Tutte e tre le sezioni avranno come argomento principale a scelta uno dei cinque temi cari a Florestano Vancini: il fiume Po, gli Estensi, la storia dell’Unità di Italia, il ventennio fascista, la civiltà contadina. È consentita la partecipazione contemporanea a più sezioni, in forma aggregata di gruppo o classe intera o come singolo studente.

FINALISTI

Fra i progetti pervenuti, una giuria composta da esperti del settore proclamerà un primo, un secondo e un terzo classificato per ogni sezione, a cui saranno conferite le Targhe Florestano Vancini, appositamente coniate per il Premio. Il primo classificato di ogni sezione vincerà un premio di €500,00 offerto da CNA Ferrara.

WORKSHOP ARTISTICO

A tutti i partecipanti verrà offerto un workshop artistico intensivo dalla durata di sei ore, promosso da Controluce Produzione e Centro Preformazione Attoriale, che si terrà nel mese di aprile 2019 nella Delizia del Verginese, nel Comune di Portomaggiore.

CORTOMETRAGGIO

Ai tre finalisti per ogni sezione (singolo o classe partecipante) verrà offerto un ulteriore workshop intensivo di tre ore dal titolo “Ideazione, scrittura e produzione di un cortometraggio”, promosso da Controluce Produzione e Centro Preformazione Attoriale.

PREMIAZIONE

La premiazione avrà luogo alla Sala Boldini di Ferrara nel mese di aprile 2019, all’interno di una giornata interamente dedicata alla figura del regista ferrarese. Presidente del Premio è Gloria Vancini, figlia del regista.

PRESIDENTE DI GIURIA

Gloria Vancini

GARANTE

Davide Bellotti

IDEATORE E DIRETTORE ARTISTICO

Stefano Muroni

SEZIONE NARRATIVA

Matteo Bianchi (poeta)
Eleonora Rossi (poetessa)
Marco Gulinelli (scrittore)

SEZIONE STORIA E GIORNALISMO

Giuseppe Muroni (storico)
Samuele Govoni (giornalista)
Antonella Guarnieri (direttrice Museo Risorgimento e Resistenza Ferrara)

SEZIONE CINEMA

Massimo Alì Mohammad (regista)
Anna Maria Quarzi (direttrice Istituto Storia Contemporanea Ferrara)
Vito Contento (sceneggiatore)

Florestano Vancini

Florestano Vancini, nato a Ferrara nel 1926, è stato uno dei più valenti documentaristi, registi e sceneggiatori cinematografici italiani del ’900.

L'amore per la terra natale, specie per il delta del Po, ha animato i suoi esordi, mentre tutta la sua carriera è stata caratterizzata dall'interesse per i temi storico-politici.

La sua carriera

Dopo alcuni pregevoli documentari (Alluvione, 1950; Il delta padano, 1951; Uomini soli, 1959) esordì nel lungometraggio con La lunga notte del '43 (1960, tratto da un racconto di G. Bassani e premiato alla Mostra del cinema di Venezia quale migliore opera prima).

Tra i film di questo periodo, in cui nei momenti migliori è riuscito a coniugare l'osservazione realistica e l'impegno politico con le qualità spettacolari, si ricordano:  La banda Casaroli (1962);  Le stagioni del nostro amore (1965, vincitore al Festival di Berlino del 1966);  Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972), in cui denuncia come una macchia sull'epopea garibaldina del 1860 la spietatezza di cui i 'liberatori', guidati da Nino Bixio, diedero prova nella repressione della rivolta contro i proprietari terrieri scoppiata in quel centro agricolo del catanese.

Il successivo Il delitto Matteotti (1973), focalizzato sul consolidarsi della dittatura fascista dopo il rapimento e l'assassinio di G. Matteotti, ha costituito la conferma dell'impegno politico di Vancini, mentre lontani dall'asciutto impianto delle due opere precedenti, ma al tempo stesso privi di un efficace rinnovamento artistico, sono risultati Amore amaro (1974), dal racconto Per cause imprecisate di C. Bernari, e Un dramma borghese (1979), dal romanzo di G. Morselli, entrambi incentrati su tormentate passioni, La baraonda - Passioni popolari  (1980), sul mondo del ciclismo, e La neve nel bicchiere (1984), tratto dal romanzo di N. Rossi, sulle vicende di una famiglia di contadini dalla fine dell'Ottocento agli anni Venti.

In seguito Vancini si è dedicato all'attività televisiva, realizzando tra l'altro le serie La piovra 2 (1986), Piazza di Spagna (1993) e Ferrara (1995). Tornato alla regia cinematografica dopo 21 anni con E ridendo l'uccise (2005),  lungometraggio ambientato nella corte degli Este della Ferrara del Cinquecento, aveva egli stesso presentato questa pellicola come il suo ultimo lavoro.

Muore a Roma nel 2008.

Alcuni Documentari

Il Delta Padano - 1951

Traghetti alla foce - 1955

Ferrara - 1995

Alcuni Film

Le stagioni del nostro amore - 1965

Bronte - 1972

Il delitto Matteotti - 1973

Interviste

Florestano Vancini

Vancini intervistato da Miccichè 1/2

Vancini intervistato da Miccichè 2/2

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